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Contro l’abbandono creiamo spazi sociali

Il 2 gennaio abbiamo simbolicamente occupato l’isola ecologica di via Torquato Tasso, abbandonata e mai resa funzionante, per trasformarla in un luogo di socialità.

Dopo più di un anno di occupazione del Centro Sociale Liotru, che è diventato a tutti gli effetti un laboratorio sociale, un luogo di incontro e autogestione, abbiamo ben compreso la necessità che questa città ha di spazi sociali: spazi in cui condividere bisogni e idee da cui sviluppare forme di lotta dal basso. Per questo giorno 5 gennaio12465581_1207376919290670_421548048_o quella che dal 2007 è solo un’isola ecologica abbandonata diventerà la “ZONA di libero BACCANO”, un luogo di nuovo fruibile alla città, uno spazio di socialità e di libera espressione artistica che nasce non solo per denunciare l’ennesimo progetto iniziato e mai portato a termine, ma anche per ricordare che Catania sente ancora la mancanza di spazi sociali che possano rispondere dal basso alle molteplici esigenze di questa città.

Ed è proprio così, con il recupero di uno spazio abbandonato e lasciato all’incuria, che vogliamo iniziare il nostro quinto anno di lotta.

Sono infatti passati quattro anni da quando abbiamo deciso di creare una comunità che resiste nel proprio territorio, quattro anni dalla nascita di un progetto e di una visione politica che potesse permetterci di trovare una chiave di lettura della realtà alternativa a quella che ci viene proposta e imposta.  

Quattro anno in cui abbiamo attraversato e risollevato le lotte studentesche, riportando gli studenti a riflettere su concetti come l’autoformazione, portando avanti forme di sapere slegate dalle logiche lavorative, permettendo così alla comunità studentesca di determinare la propria formazione senza sottostare a nessuna forma di profitto.

Abbiamo creato resistenze nei quartieri popolari e costruito nuovi spazi sociali, ripartendo dalle esigenze della città e cercando di creare degli spazi sociali dove grazie all’autorganizzazione, intesa come partecipazione, si possa portare avanti una lotta dal basso, che parta dai luoghi che quotidianamente viviamo.

Abbiamo dato espressione alla lotta per la casa, combattendo una battaglia tanto dura quanto reale, perché non avere un tetto sopra la testa equivale ad essere privati della propria dignità di individui, perché la casa, l’istruzione e la sanità sono dei Diritti, e i diritti negati si devono andare a riprendere.

Quattro anni di autonomia, antifascismo e autorganizzazione, quattro anni di lotta quotidiana.

Il 5 gennaio brinderemo insieme a mille di questi giorni e a mille di queste lotte

I compagni e le compagne del Centro Sociale Liotru

Chi è senza futuro scagli la prima pietra

Tra fascisti e polizia c’è amore vero”: questa frase, detta e ridetta, potrebbe benissimo essere il sottotitolo della giornata di ieri, 14 dicembre.

Da un paio di settimane aspettavamo la giornata del 14: sapevamo infatti che il Ministro dell’Istruzione Giannini sarebbe stato in visita a Catania per l’inaugurazione di un nuovo istituto omnicomprensivo nel quartiere popolare di Librino.

Una giornata di lotta come tante ne abbiamo attraversate si prospettava per la giornata di ieri: l’opposizione alla Buona Scuola ha visto, negli  ultimi due anni, riversarsi nelle strade catanesi decine di migliaia di studenti, pronti a difendere con ogni mezzo la loro  scuola pubblica.

Ritenevamo quindi fondamentali essere presenti anche noi studenti, insieme ai professori, alla grande inaugurazione che si prospettava dentro l’Istituto Angelo Musco per ricordare che non è un tappeto rosso d’accoglienza quello che la nostra cara Giannini trova nelle scuole italiane, ma la rabbia e la determinazione di chi grazie alle riforme di questo goveGianninirno si ritrova giorno dopo giorno senza un futuro.

Eppure a qualcuno questa determinazione degli studenti non è andata bene: chi ogni giorno tenta di reprime ed arginare le lotte ha deciso, ieri, di fare fronte comune a difesa del tanto elogiato ordine sociale.

Il tenore della giornata lo abbiamo infatti  visto sin dalla prima mattina quando, alcuni studenti appartenenti ad un gruppo studentesco, che si stavano recando al concentramento, sono stati aggrediti da un’imboscata fascista.     A causa di questa infame azione squadrista un gruppo di studenti si è distaccato dalla manifestazione contro la Giannini per recare solidarietà sotto la Questura, non potendo così prendere parte alla contestazione.

Gli studenti restanti si sono invece diretti verso Librino per attendere la Giannini ma, a quanto pare, la polizia non aveva alcuna intenzione di lasciare tutto il divertimento ai fascisti: non appena arrivati fuori dalla Musco gli studenti sono stati malamente allontanati da uno sproporzionato numero di forze dell’ordine, e confinati su un marciapiede sostenendo che quello fosse lo spazio “concesso” ai contestatori.

Gli studenti, determinati e per nulla intimoriti da questa foga repressiva hanno continuato a resistere compatti per l’intera mattinata, nonostante le cinque cariche di “alleggerimento” che la polizia ha effettuato ogni qual volta lo ritenevano opportuno, a propria personale discrezione.

Riteniamo intollerabile che la presenza di un ministro comporti la completa militarizzazione di un quartiere e la totale repressione degli studenti manifestanti: anche oggi si rivela che il vero volto della “Buona Scuola” della ministra Giannini è solo quello della repressione violenta e immotivata contro gli studenti.

Come Koordinamento AutOrganizzato Studentesco portiamo massima solidarietà ai compagni aggrediti dai fascisti e denunciati e rilanciamo la lotta contro questo governo fintamente democratico e che vuole toglierci il futuro!

E quindi, chi è senza futuro scagli la prima pietra! 

Vincere si può

Dopo appena 4 giorni dal tentativo di sgombero dell’ occupazione di via Calatabiano, crediamo sia giusto spiegare bene cosa è successo ed analizzare meglio l’importante giornata di lotta.

sgombero

Prima di ogni cosa va sottolineata la lampante assenza dell’amministrazione Bianco. Non un’ assenza solo fisica, ma politica.
Da mesi, ormai, la stampa e le testate online locali portano alla luce un dato chiarissimo: è esplosa l’emergenza abitativa a Catania.
Se gli assessorati ignorano le emergenze cittadine ed evitano in ogni modo di esporsi su tali temi, la giunta, per quel che ci riguarda, ha già fallito.
Questo riguarda un problema politico e di rappresentanza: con chi deve relazionarsi la popolazione?
Ogni relazione è delegata alle forze di polizia? La distanza tra la classe politica e la cittadinanza è diventata ormai incolmabile anche a livello locale?
Distante ed irraggiungibile è il Sindaco Bianco ed i suoi assessori come lo sono Renzi ed il governo italiano?
Probabilmente è proprio questo quello che sta avvenendo, e ciò deve essere preso in considerazione molto seriamente dai movimenti sociali e da chi come Casa X Tutti, riporta le lotte su un piano reale e conflittuale sul territorio.

In secondo luogo è l’azione di giustizia “privata” messa in campo sabato che va resa chiara.
La proprietà, scavalcando l’iter burocratico della magistratura, tenta di effettuare uno sgombero camuffato da controllo dell’immobile.
Importanti in questo tentato scacco matto sono due passaggi: la capacità dell’impresa Fincob srl di muovere a proprio piacimento alcuni reparti delle forze dell’ordine locali, scavalcandone altri e, la brutalità di un mercato immobiliare ed edile che non guarda in faccia nessuno pur di mettere in atto le proprie azioni speculative.
E’ importante dire che gli stessi costruttori di via Calatabiano, hanno ben lunghi tentacoli, ed in mano hanno costruzioni importanti come la bretella sulla Catania-Palermo.

Ma vincere si può.

La rabbia e la determinazione di chi oggi lotta per la casa, organizzata e resa forza collettiva sta scuotendo l’assordante silenzio cittadino ed intimorendo le belle poltrone del Comune, ma cosa ancor più importante, si sta rivelando capace di rispondere alle prove di forza prodotte da un sistema economico-repressivo.
La vittoria di sabato è importante perché la difesa di via Calatabiano è essa stessa un attacco chiaro al sistema capitalista che ci vuole numeri in documenti, sfruttati ed isolati.
Ma ancor di più, la vittoria di sabato, riporta alla luce poche semplici parole spesso offuscate: “solo la lotta paga”.
Ed è poi, proprio questo il motivo per cui quest’occupazione è tanto temuta dall’amministrazione quanto dalla proprietà: sanno bene di avere davanti una lotta senza margini di contrattazione o controllo, una lotta facilmente replicabile e potenzialmente esplosiva in una città con 13000 nuclei familiari che avrebbero bisogno di casa.
Questo percorso è appena cominciato, e non un passo indietro è previsto, quello di cui ci sarà bisogno sarà la forza reale e fisica di tutti coloro i quali si vorranno schierare a fianco di chi è già in prima fila, perché la vittoria sia di tutti, e non di alcuni.

Lanciamo quindi una fiaccolata di Natale per il diritto alla casa
Mercoledì 23 Dicembre, ore 18:00 via Etnea (ingresso Villa Bellini)

Comitato di lotta per la casa Casa X Tutti

Da qui non uscirò, questa casa non la mollerò!

Oggi per il comitato di lotta per la casa CASAXTUTTI e per le famiglie in emergenza abitativa, che ormai da quasi un mese vivono all’interno della palazzina di via Calatabiano, è stata una lunga giornata di lotta.
Quando infatti alle 9 e 30 una volante di Polizia Municipale si è presentata sotto lo stabile, pretendendo di entrare all’interno per dei controlli alla struttura e per identificare tutti coloro che si trovavano all’interno della palazzina, la risposta che è arrivata dagli occupanti è stata forte e chiara: nessuno sarebbe entrato a casa loro.
E mentre sotto la palazzina un folto presidio di solidali bloccava l’ingresso della palazzina, le famiglie si sono barricate sul tetto della palazzina, per difendersi da un palese tentativo di sgombero, spacciato per un finto controllo di routine.
Poco più di mezz’ora dopo che gli occupanti si sono barricati sul tetto, sotto il palazzo sono arrivate quattro unità di Vigili del Fuoco accompagnati da parecchi agenti della DIGOS.
Niente di tutto ciò ha intimorito gli occupanti ed i solidali, che hanno continuato a resistere ribadendo la chiara volontà di non voler uscire dallo stabile e la necessità di avere una casa. Una situazione che chi lotta per la propria dignità, e per avere una casa, è abituato a subire da anni.
Come di consueto in certe circostanze, le istituzioni non si sono minimamente preoccupate di esprimersi sull’argomento ma hanno volontariamente ignorato la situazione, rendendosi perfino irreperibili per l’intera giornata, come nel caso dell’assessore Villari, il quale ha abilmente ignorato persino le chiamate dei giornalisti.
Nonostante tutto, la tenace resistenza non si è fermata e per oggi abbiamo avuto la nostra piccola vittoria: due Vigili del Fuoco, dopo più di due ore di trattative, sono stati accompagnati all’interno dello stabile per certificarne le condizioni di agibilità.sgombero
Il resoconto del sopralluogo è stato una brutta sorpresa per qualcuno: lo stabile è agibile, secondo gli stessi Vigili del Fuoco.
E quindi, dopo una mattinata di resistenza, gli occupanti hanno visto tutte le forze dell’ordine presenti smobilitarsi di fronte all’evidenza delle ragioni degli occupanti.
Solidali ed occupanti hanno festeggiato questa piccola vittoria, ben sapendo però che non è il momento di abbassare la guardia.
Nonostante i molti tentativi di dialogo con Comune e proprietari, non è ancora stata trovata una sintesi politica che possa garantire un tetto a queste famiglie, e quindi la loro lotta non è ancora finita, ed oggi ce lo hanno ribadito: non smetteranno di lottare finché non avranno un tetto sopra la testa, e finché non avranno riacquistato la dignità persa da anni di menefreghismo e indifferenza istituzionale.
La tenacia e la solidarietà di oggi ci hanno dimostrato che resistere si può.